La Cloister Route

Promozione culturale in provincia di Lecco

La Cloister Route

La Cloister Route è un itinerario culturale-religioso internazionale che interessa i territori della provincia di Lecco, di Güssing in Austria, di Leipzig in Germania e ha come scopo quello di raccontare la storia e l’identità europea a partire dal recupero delle comuni radici culturali.

La “Cloister Route” è un prodotto turistico realizzato nel 2002 nell’ambito del progetto NCE (Network, Culture, Economy) finanziato dal programma di iniziativa comunitaria Recite II, per promuovere, attraverso forme di turismo sostenibile, il patrimonio culturale, religioso e ambientale dei territori coinvolti.

Il punto di partenza e il principale riferimento tematico della Cloister Route in provincia di Lecco è il complesso monastico Santa Maria del Lavello, uno dei monumenti più significativi per la storia locale e per le tradizioni religiose del territorio.

Nel territorio sono peraltro presenti molti altri monumenti di valore storico-artistico, che la Provincia di Lecco ha inteso valorizzare includendoli in tre diversi percorsi tematici.

Logo della Cloister Route

Il romanico

La straordinaria presenza di chiese, conventi, monasteri, abbazie, antiche cappelle, fanno della Provincia di Lecco, già nota per la bellezza del suo Lago e delle sue montagne, un territorio ricco di storia, arte e spiritualità.

Gli edifici romanici, inseriti in un ambiente suggestivo testimoniano la capacità dell’uomo medievale di esprimere una piena armonia tra architettura e natura, creando luoghi di grande bellezza.

Il tema del Romanico rappresenta infatti un filo rosso che conduce il visitatore attraverso i diversi contesti naturalistici e paesaggistici della provincia, alla scoperta di straordinarie testimonianze architettoniche e archeologiche, risalenti ai primi secoli dell’era cristiana.

Lungo la riva lecchese del Lago sono presenti diversi monumenti del romanico tra cui la Chiesetta di S. Giorgio a Mandello del Lario, posta su uno sperone roccioso a picco sul lago e infine la superba Abbazia di S. Nicolò a Piona, il cui antico nucleo risale all’età longobarda. Presso l’Abbazia è ancora oggi possibile acquistare rimedi di erboristeria e liquori prodotti dai monaci seguendo antiche tradizioni.

Anche nelle valli si conservano tesori dell’arte romanica. Particolare menzione meritano, in Valsassina, la Chiesa di S. Margherita a Casargo, legata al culto dei santi eremiti lariani e, in Valle San Martino, la chiesa di S. Margherita a Monte Marenzo, per lo straordinario ciclo d’affreschi, oltre all’Oratorio di S. Stefano a Torre de’ Busi, annesso al complesso della chiesa di S. Michele.

Percorrendo l’estremità inferiore del Lago di Lecco, si prosegue lungo la vallata del fiume Adda che, fin dall’età alto-medievale, costituiva il confine tra feudi e dominazioni diverse. Le sue sponde sono infatti ricche di castelli, chiese e monasteri. Lo stesso complesso di S. Maria del Lavello a Calolziocorte si trova in posizione un tempo strategica tra lago, fiume e monti.

Partendo da Brivio, presidiato da un poderoso castello, si prosegue per Arlate di Calco, dove, in posizione dominante sull’Adda, si affaccia la Chiesa dei SS. Gottardo e Colombano, bell’esempio di romanico lombardo.

Tra il Parco dell’Adda e il Parco del Curone le colline della Brianza lecchese, conservano monumenti di epoca alto-medievale. Tra le testimonianze più interessanti troviamo il Battistero di S. Giovanni Battista a Oggiono, dalla pianta ottagonale, attiguo alla chiesa di S. Eufemia che conserva opere di Marco d’Oggiono, allievo di Leonardo da Vinci, l’antica chiesa dei SS. Nazaro e Celso a Garbagnate Monastero e infine la Basilica di S. Pietro al Monte a Civate. Il complesso, famoso per l’originalità delle forme architettoniche e per l’unicità del suo ciclo di affreschi di epoca romanica, è raggiungibile percorrendo un suggestivo sentiero.

La storia degli ordini religiosi

La Cloister Route in Provincia di Lecco individua nel tema della Storia degli Ordini Religiosi l’argomento più attinente al tema del monastero.
In ambito provinciale, sin dall’Alto Medioevo, è ampiamente documentata la presenza di complessi monastici, abbaziali e in seguito conventuali di grande interesse storico, artistico e letterario.

Il percorso guiderà il visitatore alla scoperta dei monumenti ma anche delle vicende degli uomini che li hanno edificati e in essi hanno vissuto per secoli, alla ricerca del senso di un’esperienza di vita e di spiritualità che ha influenzato profondamente la storia e l’identità del territorio lecchese.

L’itinerario è articolato in due giornate di visita.

La prima è dedicata alle testimonianze lasciate dagli ordini del periodo medioevale, di cui l’antico Monastero benedettino di San Calogero a Civate e l’Abbazia di S. Nicolò a Piona rappresentano esempi di grande suggestione. In particolare l’Abbazia di Piona conserva un magnifico chiostro affrescato ed è inserita superbamente nel contesto paesaggistico dell’Alto Lario.

La seconda giornata è invece dedicata ai monumenti degli ordini del periodo rinascimentale e ha come prima tappa Calolziocorte dove, adagiato sulle sponde del lago di Garlate, si trova il Monastero di Santa Maria del Lavello. Edificato dai Padri Serviti all’inizio del XVI secolo, il complesso rivela una storia più antica.
Per la sua posizione strategica tra Lago, Valle S. Martino e fiume Adda, da sempre naturale confine tra dominazioni diverse, il luogo, sin dal periodo alto-medievale, fu al centro delle vicende storiche del territorio e, a partire dal 1480, data del ritrovamento di una fonte miracolosa nei pressi della chiesa preesistente, divenne fulcro della pietà popolare e meta di incessanti pellegrinaggi.

I visitatori potranno rivivere queste atmosfere anche oggi, grazie agli interventi di restauro nella chiesa del convento che hanno consentito di ritrovare l’esatta ubicazione della vasca che raccoglieva l’acqua della fonte miracolosa.

L’itinerario prosegue poi con la visita del Convento di S. Maria Nascente a Merate, uno dei complessi Francescani meglio conservati della provincia, ancora abitato da una comunità di Frati, per concludersi a Lecco dove, nel caratteristico borgo di Pescarenico si trova la Chiesa dei SS. Lucia e Materno, un tempo parte dell’antico convento dei Frati Cappuccini reso famoso dai Promessi Sposi, celebre romanzo del Manzoni.

Storia degli ordini religiosi

I Santuari mariani

Il territorio della Provincia di Lecco è particolarmente ricco di Santuari Mariani, monumenti legati ad una particolare forma di devozione sviluppatasi in Lombardia soprattutto a partire dal periodo della Controriforma.

L’itinerario tocca i diversi contesti geografici del terriorio alla scoperta di armoniose architetture barocche, spesso caratterizzate da un interessante patrimonio di ex-voto.

Generalmente posti in posizione elevata, tra il lago, il fiume e i monti, questi luoghi consentono l’immersione nella dimensione più autentica del pellegrinaggio, ovvero quella del progressivo avvicinamento ad una meta sia fisica che spirituale.

Lungo la riva lecchese del Lago, il Santuario di S. Maria del Fiume a Mandello del Lario, e il Santuario della Madonna delle Lacrime a Lezzeno (Bellano), rappresentano interessanti testimonianze dell’arte e della spiritualità locale legata al culto Mariano.
Inseriti nel dolce paesaggio collinare della Brianza lecchese si trovano monumenti interessanti che testimoniano il legame tra i luoghi della devozione mariana e quelli più antichi, di matrice romana e celtica, legati al culto dei morti. Tra questi si ricordano il Santuario della Madonna dei Morti dell’Avello a Bulciago, e il Santuario della Madonna d’Imbevera a Barzago.
Posto in posizione dominante la valle dell’Adda, il Santuario della Madonna del Bosco a Imbersago si distingue tra i monumenti del Barocco lombardo per la splendida ambientazione e per la suggestione delle leggende miracolose cui deve la fondazione. Nel complesso è conservata un’importante raccolta di ex-voto, tra le più vaste della Lombardia che testimoniano il profondo radicamento della pietà popolare nel territorio.
Il Santuario della Madonna della Cintura a Pasturo, di originali forme barocche, rappresenta infine uno dei maggiori luoghi di culto della Valsassina, dove, a partire dalla metà del Seicento, i monaci Agostiniani diffusero la devozione mariana.

I Santuari mariani

 

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